Home D&D 4° edizione Come faccio ad evitare che la mia campagna diventi un videogioco?

Come faccio ad evitare che la mia campagna diventi un videogioco?

Come faccio ad evitare che la mia campagna diventi un videogioco?

Amici avventurieri, mi è stata fatta la seguente provocazione “Come faccio ad evitare che la mia campagna diventi troppo un videogioco?“. Mi sono preso qualche giorno per esprimere un’opinione poiché la risposta è assai più complessa di quanto si possa immaginare.

Quando si entra nel campo delle preferenze personali e dei gusti è davvero difficile esprimere un’opinione oggettiva, sempre essa esista.

Ad esempio, rimanendo in campo videoludico, a me non sono mai piaciuti i platform game. Mi sono sempre orientato verso avventure grafiche che concedevano il tempo per pensare (i vari Monkey Island e affini per intenderci). Con l’avvento di molti giochi per computer che si rifacevano ai GdR fantasy (Baldur’s Gate, il mio primo amore), mi sono catapultato per un po’ in questo mondo da cui ho anche attinto idee per le mie avventure.

Ma perché ho fatto questa premessa sui gusti personali? Per il semplice fatto che uno stile di campagna a “videogioco” a me non potrebbe piacere, mentre ad altri sì. Allo stesso tempo sempre più videogiochi integrano aspetti del GdR e sempre più VTT (roll20, Foundry VTT, Fantasy Ground, ecc) integrano aspetti del videogioco e distinguere i due sarà sempre più difficile.
Quindi questo articolo non ha lo scopo di giudicare il vostro stile di gioco, ma di porre attenzione sul nostra grande hobby, il Gioco di Ruolo!

Come faccio ad evitare che la mia campagna diventi un videogioco?

Definizione di Gioco di Ruolo

Per avventurarmi in questa disanima che potrebbe consacrarmi “cerchiobottista” parto dalla definizione di Gioco di ruolo prendendola dalla seguente pagina di Wikipedia.

Un gioco di ruolo, abbreviato spesso in GDR o RPG (dall’inglese role-playing game), è un gioco dove i giocatori assumono il ruolo di uno o più personaggi e tramite la conversazione e lo scambio dialettico creano uno spazio immaginato, dove avvengono fatti ed eventi fittizi, in un’ambientazione narrativa che può ispirarsi a un romanzo, a un film o a un’altra fonte creativa, storica, realistica come nella vita reale o di pura invenzione. Le regole di un gioco di ruolo indicano come, quando e in che misura, ciascun giocatore può influenzare lo spazio immaginato.

https://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_di_ruolo

Gli elementi fondamentali di questa definizione standard e presumibilmente imparziale sono:

  • I giocatori assumono un ruolo
  • i giocatori creano e danno vita ad una spazio immaginario tramite la conversazione
  • in questo spazio immaginario avvengono fatti fittizi
  • le ambientazioni in cui questi fatti avvengono e i giocatori si muovono sono le più disparate
  • le regole del gioco indicano quanto i giocatori possono influenzare lo spazio immaginario

I Giochi di Ruolo per Computer/Console sono veri giochi di ruolo?

Nel corso degli anni, con il miglioramento della tecnologia, sono arrivati nei nostri PC molti videogiochi ispirati ai nostri GdR preferiti. Oppure sono stati creati videogiochi su eroi immaginari di alcune fortunate saghe fantasy con svariati elementi presi dai GdR. Il confine tra videogioco e GdR è sempre più flebile ed è sempre più difficile stabilire quanto un gioco abbia del GdR,

Non farò la storia dei Videogiochi di Ruolo, poiché non ne ho le competenze e su wikipedia potete trovare varie pagine che ne parlano, tuttavia provo a considerare due macro categorie.

I MMORPG

I Massively multiplayer online role-playing games sono mondi aperti con migliaia di migliaia di partecipanti

Come non citare una famosa saga MMORPG Ultima. Iniziata come avventura testuale nel 1981, proseguita in seguito graficamente, è sicuramente un esempio di sistema di Gioco di Ruolo su Computer.
I giocatori si costruivano un personaggio, interagivano con gli altri a volte anche in malo modo, il mondo era regolato da degli sviluppatori che introducevano degli elementi narrativi nuovi.
I giocatori erano i protagonisti di quel mondo, ma erano un granellino dell’intera macchina.

Ora tra i pilasti più recenti di questo genere vi è sicuramente World of Warcraft e molti altri di cui ignoro completamente l’esistenza.

Io non mi sono mai appassionato, sia perché richiedono molto tempo on line, e sia perché amo la dimensione del GdR casalingo da “focaccia e salame” che invece non trovo nei ritrovi on line.
Tuttavia devo riconoscere che i MMORPG sono un tentativo abbastanza riuscito di portare il GdR on line.

I GDR IN SOLITARIA

In questa categoria metto tutti i Giochi in solitaria in stile Baldur’s gate, Torment, The Witcher, Fallout2 e Kotor. Questi videogiochi permettono ai giocatori di assumere un ruolo all’interno di uno spazio immaginario, costruendo un proprio PG. Seguite una storia, in alcuni casi potete compiere delle scelte che influiranno nella storia, ma sono dei bivi previsti dai programmatori e non delle vostre idee.

Sono in definitiva dei giochi in solitaria che non prevedono uno scambio dialettico con altri giocatori, anche se all’interno di questi mondi vi sono degli NPG con delle linee di dialogo predeterminate. Alcuni di questi vi permettono pure di giocare con piccoli gruppi di amici in stile cooperativo (vedasi Baldur’s Gate III).

Questi giochi sono i miei preferiti, poiché mi permettono di giocare quando ho tempo, senza stress, simulano il GdR, ma non sono GdR, non almeno paragonabile all’esperienza da tavolo.

I GDR per computer sono veri GdR?

Questa è assolutamente una mia opinione soggettiva, penso che questa risposta andrebbe data da chi ama i GdR e sviluppa videogiochi di quel genere. Sicuramente la tecnologia e le IA non sono ancora all’altezza delle aspettative, ma si stanno facendo passi da giganti.

Al giorno d’oggi moltissimi Videogiochi di Ruolo permettono di creare il proprio PG, di agire abbastanza liberamente, giocare in multiplayer e di conseguenza interagire con altri giocatori. Nonostante in molti MMORPG si possano costruire cose o associarsi in alleanze e gilde, siamo ancora lontani da permettere ai giocatori di plasmare il gioco con le loro idee, anzi forse nemmeno è richiesto.

In sintesi per rispondere, sono Giochi di Ruolo senza i benefici di aver un Dungeon Master che gioca assieme a voi. Oppure se preferite sono videogiochi con moltissimi elementi presi dal Gioco di Ruolo, ma in questi viene a mancare quell’iterazione tra DM e Giocatori tipico del GdR al tavolo.

Una campagna come un videogioco

Se 30 anni fa quando giocavano a “Eye of the Beholder” si pensava al GdR per computer come ad un Dungeon Crawler e qualcuno coniava termini come EUMATE (Entra Uccidi Mostro Arraffa Tesoro Esci) per disprezzare certi stili di gioco al tavolo, in questi anni di strada in campo videoludico ne è stata fatta tantissima.

Quindi quando si esprime l’opinione “il vostro stile di gioco mi ricorda un videogioco” potrebbe essere un complimento 😀
Anzi gestire una campagna con un ritmo incalzante ed atmosfera epica in stile videogioco, potrebbe proprio essere ciò che cercano alcuni giocatori.

Tuttavia devo riconoscere che il termine è tutt’altro che utilizzato come un complimento.
Quindi affermare che “giocate come in un videogioco” ha un significato negativo senza nulla togliere a molti acclamati titoli.

Quando si pensa al gioco di ruolo come ad un videogioco, si pensa ad un gioco che spogli i Personaggi da ogni tridimensionalità interpretativa e il Dungeon Master diventi poco più di un manovratore di mostri e trappole ed esecutore di ciò che sta scritto in un’avventura acquistata.

Come faccio ad evitare che la mia campagna diventi un videogioco?

Veniamo quindi alla domanda che mi era stata posta, partendo dal significato negativo trattato poche righe più sopra.
Nel seguente listone per punti che seguirà ho incluso consigli sia per Dungeon Master che per giocatori, poiché anche i giocatori rivestono un ruolo importante nella creazione di una campagna.
Ribadisco che ciò che scrivo è una mia opinione personale poiché è difficile essere oggettivi su qualcosa che è estremamente soggettivo come il GdR.

1. dare spazio all’interpretazione dei personaggi

Dare spazio all'interpretazione dei PG, nella giusta misura

I personaggi non sono dei numeri su di un freddo foglio di carta, non sono delle pedine, ne delle miniature.
Compito dei giocatori è caratterizzare ed interpretare il proprio Personaggio.
Compito del Dungeon Master è dare spazio ai Giocatori e stimolarli affinché possano interpretare il loro personaggio (nella giusta misura mi raccomando).

A volte si è così presi dal risolvere un mistero o da sconfiggere un nemico che ci si dimentica dell’interpretazione. Ciò non accade solo con giochi alla D&D ma anche con altri giochi meno “action oriented”, ci si concentra talmente tanto sull’investigazione che si lascia da perdere ruolo, interpretazione e caratterizzazione.

2. lasciare che il DM personalizzi la campagna

Anche le build più perfette non hanno fatto i conti con il vostro DM

La stessa avventura narrata da due DM diversi dovrebbe apparire differente. Ciò non è obbligatorio, ma ogni DM avrà il suo stile narrativo, il suo modo di introdurre avvenimenti, modo di gestire situazioni e voglia di introdurre qualche idea originale.
Soprattutto se un’avventura è già stata in parte “spoilerata”, è compito del DM introdurre elementi di novità e storyline alternative.

Inoltre il DM può introdurre degli elementi nuovi che servano a mettere in difficoltà alcuni Personaggi “buildati” per rendere il tutto più avvincente.

3. tenere conto del Background dei Personaggi

basta background poco originali

Il DM dovrebbe incoraggiare la scrittura dei Background per aiutare i giocatori a dare vita al loro personaggio.
Una paginetta al massimo, non di più. Dovrebbe anche incoraggiarli a fare qualcosa di differente dalla solita vendetta o dall’essere figlio di una divinità o dell’imperatore del mondo o avere personalità multiple (basta vi prego).

Fatto ciò il DM dovrebbe intrecciare elementi del Background con la storia narrata affinché i giocatori siano motivati a tener vivo quel BG.

4. lasciare libero arbitrio

libero arbitrio

E’ sicuramente difficile stabilire quanto libero arbitrio vada lasciato ai Personaggi. Ciò dovrebbe essere deciso prima di iniziare una campagna. I Giocatori non dovrebbero arrivare a pensare che qualsiasi cosa facciano, sia tutto predeterminato.
Loro sono i protagonisti della storia e le loro scelte devono influire sul mondo che li circonda, anche in modo irreparabile.
Se invece i giocatori si trovano a seguire un binario narrativo, un po’ alla volta potrebbero annoiarsi.

Tuttavia capisco la frustrazione di molti DM, quando i giocatori mandano a monte l’avventura. Anche il DM è un giocatore e deve trovare pure lui piacere dal narrare ciò che ha in mente.

Prima di iniziare una campagna, magari che vi è costata soldi per l’acquisto del manuale, parlate con i giocatori e fate un patto narrativo su quanta libertà darete durante la storia. Stabilite anche il tono dell’avventura, se caciarone o altamente serio o mortale.

Conclusione

Vi rivelerò un segreto, con gli anni i gusti cambiano.
Sono talmente tanti anni che gioco avventure inventate di sana pianta che negli ultimi anni ho desiderato giocare solo avventure binario predeterminate. Ci tengo sempre a caratterizzare il mio PG, ma temo di dimenticare spesso di prendere appunti.
Se penso al quadernone degli appunti delle prime campagne da DM e agli innumerevoli foglietti sparsi nei quaderni ad anelli.
Alle lunghissime email riassuntive delle sessione, ai messaggi su Whatsapp ed anche agli articoli riassuntivi sul blog.

Ma non voglio scoraggiare nessuno. Amici mi raccomando continuate a prendere appunti per valorizzare il lavoro del vostro DM, lo gratificherete ed un DM soddisfatto è anche un bravo DM 😀

Ricordatevi che un Bravo DM è frutto anche di bravi giocatori, se lui è troppo preso sugli intrecci della storia, metteteci del vostro per far sì che i vostri PG abbiamo spazio di ruolare. Non giocate con cronometro e se per la mezzanotte non arrivate a fine capitolo dell’avventura, potete sempre recuperarla la volta successiva.

Continuate a giocare ai videogiochi, fatevi pure ispirare dalle loro storie, ma con i vostri amici giocate di ruolo, è tutta un’altra storia 🙂

E quando chiudete il vostro videogioco preferito, tornate a trovarmi per rimanete aggiornati con le ultime novità iscrivendovi alla piccola e tranquilla pagina FB e seguendomi sul profilo instagram @telodoioildungeo.it

2 COMMENTI

  1. Punto di vista interessante! 🙂
    La digressione iniziale sui videogiochi mi è piaciuta molto, la trovo azzeccata.
    Le soluzioni proposte, invece… uhm, non mi convincono molto, lo ammetto. Non penso che siano cose sbagliate, eh, ma penso che su alcune cose (come il concetto di “interpretazione”, il ruolo del master, i background…) abbiamo una visione parecchio diversa. Niente di grave.
    Comunque mi fa piacere l’esortazione, nell’ultima parte, a parlare apertamente coi giocatori e accordarsi. Penso che sia importantissima

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