Fare il Dungeon Master

Amici avventurieri ed appassionati di gioco di ruolo, oggi niente regole, meccaniche e build. Oggi vi parlo del perché fare il Dungeon Master sia bellissimo.

Fare il Dungeon Master è impegnativo, ci tiene impegnati la mente per giorni. Ci porta a documentare su pile di manuali, a spendere soldi di supplementi, a leggere vecchi pdf trovati in rete, a spulciare blog, a leggere forum.
Siamo costretti a leggere di più, a non dare mai buca, a sacrificare la morosa (il tempo, intendo il tempo e non proprio la morosa eh?), ad incastrare impegni.

Tuttavia questo mio articolo non ha lo scopo di scoraggiare chi vuole cimentarsi per la prima volta. Anzi vi voglio raccontare quanto sia bello essere Dungeon Master e perché sono felicissimo di esserlo tutt’ora 🙂

Dungeon Master non si nasce, si diventa

Sicuramente tra noi vi sono alcuni giocatori molto bravi ad interpretare, dotati di buona capacità di linguaggio e di organizzazione, conoscitori delle regole ed abili ad improvvisare, tuttavia per fare il dungeon master non serve essere perfetti, ne i migliori sul campo. Bisogna prima di tutto buttarsi!

Anche per me è stato così, avevo iniziato a giocare a D&D nel 93 quello della scatola rossa (la mia prima partita a D&D), ma dopo sei mesi. la vita dell’avventuriero mi stava stretta, volevo di più. Ogni volta che il DM narrava una scena, la mia mente schizzava verso l’infinito (ed oltre) e immaginavo molte possibilità e conseguenze.
Arrivai quindi alla decisione che dovevo provare anche l’esperienza di DM per dare sfogo a questa immaginazione.

Fortunatamente conoscevo un gruppo di giovani amici a cui narravo di D&D e di quanto fosse divertente, Loro fino a quel momento non avevano mai giocato a nulla se non i classici giochi da tavolo come Risiko o Monopoli. Riuscii ad “incastrarli” per una prima avventura, quella del mago Bargle per chi si ricorda OD&D. Fu amore per me e per tutti. Le mie prime avventure seguirono grosso modo quelle da me giocate con il mio DM, non ne faccio vergogna, ma fu proprio grazie a quella “gavetta” che presi coraggio e mi lanciai in un mondo fantastico e bellissimo.

Fare il Dungeon Master è bellissimo

Fare il Dungeon Master

L’emozione della preparazione della prima partita la sento tutt’oggi quando partecipo come DM a qualche evento Epic di D&D con l’Adventurers League, ad esempio al Gioca Padova, a Este in Gioco o a Modena Play.
Da un lato c’è una fortissima emozione data dall’impazienza, dall’altra c’è sempre un leggerissimo dubbio di aver dimenticato qualcosa… 😀

Ricordo quanto lessi e rilessi la prima avventura del mago Bargle. Chi se lo ricorda il verme iena? Avevo preparato la spiegazione delle schede (le avevo create io per non perdere tempo), un sunto delle regole, poi avevo letto e riletto ad alta voce le descrizioni dell’avventura aggiungendo particolari. Manco fosse un esame, era solo la prima partita 🙂

Ricordo la magia delle prime fasi del gioco, dei primi eventi e dei particolari. Quanti ricordi, ma perché è così bello fare il dungeon master?

Perché è bello fare il dungeon master

1- Creare storie e atmosfere

Una delle esperienze più belle che mi sento di condividere è la creazione di storie originali. Si parte come tanti da storie prefatte a cui si aggiungono particolari, si prosegue ispirandosi a fumetti, libri, film ed infine ci si lancia con qualcosa di unico ed originale.
Quando percepisci che i giocatori si stanno divertendo con una storia che è farina del tuo sacco, la soddisfazione è grandissima.
Mi diverte tantissimo far trattenere il respiro ai giocatori, accentuare alcuni passaggi, creare l’atmosfera.
A distanza di anni sono tornato alle avventure prefatte per mancanza di tempo ora destinato alla famiglia, però i figlio prima o poi cresceranno e si torna…liberi!!! (che padre snaturato sono).

2- Creare le situazioni di suspense inaspettate

A volte capita che la serata non gira. Doveva essere una bella partita ed invece è diventata pesantissima. Il colpo di scena programmato non ha sortito l’effetto che si aveva in mente. E’ necessario intervenire per dare uno scossone alla storia.
In questa operazione è necessaria un po’ di improvvisazione con l’aggiunta di capacità recitativa. E’ bellissimo creare aspettative, gestire incontri, introdurre colpi di scena senza. Stravolgere per rilanciare.

3- Brivido dell’improvvisazione

I giocatori non sono degli automi, ma a volte hanno delle idee a cui non avevate pensato. Ciò è meraviglioso e vi permette di improvvisare una parte nuova della storia o aggiungere particolari unici. Uscire dal seminato, creare nuovi schemi è davvero bello, attenzione però a prendere appunti 🙂

4- Tirare i dadi dietro allo schermo

Quanto è magica la sensazione di tirare il dado dietro allo schermo nascondendo il risultato ai giocatori.
Ora molti DM han smesso di lanciare i dadi dietro allo schermo (per vari motivi. Leggete il link qui sopra per approfondire), ma quella sensazione di ricevere gli sguardi dei giocatori e giocare con l’espressione del viso e il tono della voce, la ricorderò sempre!!!
Basta una piccola pausa ogni tanto prima di comunicare il risultato per far sobbalzare i cuori.

5- Post partita

Come ciliegina sulla torta cito le interminabili domande che ti ponevano i giocatori nel dopopartita.
Ascoltare le loro ipotesi che proseguivano per giorni fino alla partita seguente. Messaggi via email, chat dirette in cui i giocatori provano sempre a fare metagioco e a carpire qualche informazione aggiuntiva.
Wow! Devo dire che con l’Adventurers League un po’ si è persa questa dimensione ma basta una campagna classica col vostro DM per ristabilire l’equilibrio 🙂

Il Dungeon Master è fatto anche dai giocatori

Il DM prepara la storia, la narra, cerca di renderla appetibile e divertente, tuttavia il DM è solo uno dei giocatori in campo.
Infatti i giocatori hanno il grande potere di influenzare la storia aggiungendo particolari e possibilità!!!
Per citare un vecchio slogan pubblicitario “provare per credere”.
Naturalmente serve un DM in grado di ascoltare e percepire l’aria che tira durante la partita. Potrebbe esservi utile leggere il seguente articolo ironico “DM da evitare“.

Ma se mi fermassi al contributo narrativo dimenticherei una parte fondamentale: anche i giocatori contribuiscono a plasmare e a fare il dungeon master.
Infatti se dei giocatori chiedono solo combattimenti il DM sarà indotto a metterne sempre tanti.
Se i giocatori chiedono storie pulp, il DM introdurrà quegli elementi.
Certo, possiede dei suoi gusti ed avrà delle preferenze, ma sarà inevitabile che segua i desideri dei giocatori.
Ora però vi faccio alcuni esempi di come un giocatore dovrebbe stimolare il proprio DM, pronti?

Come stimolare il proprio DM

Seguono alcuni semplici esempi che non pretendono di insegnare, ma vogliono suggerire alcuni spunti. Sono delle semplici domande che non hanno lo scopo di permettere al vostro PG di fare qualcosa, ma vogliono suggerire uno spunto su cui il vostro DM può ricamarci un incontro.

Acquistare un’armatura

Se avete il denaro, l’operazione può essere fatta in “fast action” o fuori dal gioco chiedendo al DM di aggiungere l’armatura alla scheda per non togliere tempo alla partita.
Ma supponiamo che il vostro PG abbia competenze negli Strumenti da Fabbro. Al momento dell’acquisto potrebbe chiedere al venditore di fare una valutazione dell’armatura per capire se è buona.

Quando voi fate una richiesta di questo genere al DM, gli si accende una lampadina in testa e comincia a pensare alle possibili implicazioni. Con la vostra domanda innocente, potreste dare inizio di una imprevedibile storia che vi porterà a scoprire un lotto di armature scadenti vendute ai signori della città.

Assaggiare se l’acqua del pozzo è buona

Quando vi fermate in un villaggio per riposare, se avete un PG competente in Natura, chiedete al DM di assaggiare l’acqua del pozzo per determinare se è buona. Questa semplice domanda (non abusate di essa) può ispirare il DM sia per un breve incontro notturno o qualcosa che si aggancia alla vostra campagna.
Potrà dirvi di sì, potrà darvi delle informazioni inutili oppure potrebbe farvi sospettare di qualcosa e ciò comporterà l’inizio di una nuova avventura.

Contare i cavalli della stalla

Se viaggiate a cavallo ed amate cavalcare, quando vi fermate per una sosta in una locanda per la notte, contate le cavalcature che vi risiedono, controllare se hanno segni di marchiatura, se sono ronzini o purosangue tenuti bene, magari il garzone per alcuni di essi ha percepito del denaro extra.
Queste semplici domande possono suggerire al vostro DM su come popolare la locanda ed eventualmente improvvisare un incontro interessante. Al suo interno vi possono essere dei cavalieri, delle persone in fuga, dei malfattori, dei mercanti di merce rara, chissà.

Chiedere alla guardia le leggi cittadine

A volte si viaggia di città in città senza curarsi della legislazione vigente e facendo uso di buon senso. Tuttavia è buona prassi chiedere alle porte cittadine se vi sono delle leggi o delle ordinanze recenti che un bravo viaggiatore deve osservare.
Questa semplice domanda è sempre utile, ma può suggerire al DM qualche novità per stimolare il soggiorno.

Cercare segni

Le gilde dei ladri, ma anche altre organizzazioni segrete (circoli druidi, arpisti, ecc), lasciano dei segni per marchiare il territorio.
Un PG ladro può cercare in città la presenza di segni inequivocabili della presenza di un crimine organizzato. Un druido può cercare se nel bosco vi sono altri druidi o se vi sono dei segni che indicano qualche pericolo.
Questa ricerca di segni può stimolare il DM ad ideare qualcosa sul territorio in cui vi state muovendo.

La paura di essere giudicati

Questo breve paragrafo in teoria non c’entra nulla su quanto è bello fare il dungeon master, tuttavia lo scrivo poiché a tutti soprattutto all’inizio, capita di aver paura di essere giudicati e di non essere all’altezza.
Vi assicuro che è una cosa normale, ma le paure si affrontano e si superano.

Dapprima vi consiglio di iniziare a fare il dungeon master con un piccolo gruppo di amici. Dovete fare la classica gavetta per sgrezzarvi un pochino.
Una volta che avrete rotto il ghiaccio, vi consiglio vivamente di allargare i vostri orizzonti e di provare a giocare con gruppi diversi e di partecipare a tornei o alle partite di Adventurers League del vostro territorio.
Se vi può tornare utile tempo fa ho scritto un articolo dal titolo “come diventare un buon Dungeon Master” che contiene alcuni consigli utili.

Tenete inoltre conto di questa cosa, il gioco crea socialità, relazione ed è inclusivo. Chi gioca è una persona in grado di tessere relazioni e di mettersi in gioco. Vi sono sicuramente come in tutti i gruppi qualche personaggio strano e presuntuoso, ma vi assicuro che la maggior parte degli appassionati, se si troverà a giocare con voi, starà al vostro gioco.
Non abbiate paura e buttatevi, nel gioco s’intende 🙂

Conclusione

Dal lontano 93 ne è passata di acqua sotto i ponti. Ho avuto la possibilità di giocare con molti amici, con alcuni dei quali tutt’ora gioco. Non mi sono fermato al mio piccolo giro di conoscenze, ma ho allargato gli orizzonti all’interno dell’associazionismo ludico ed ho avuto la possibilità di giocare ancora nonostante gli impegni familiari mi impediscono una mia presenza costante.
Se dopo tanti anni amo ancora fare il dungeon master è perché ritengo sia un’esperienza bellissima.

Se volete quindi giocare a D&D con il vostro gruppo di amici e nessuno si vuole impegnare con questo ruolo, sappiate che è la vostra occasione. Entrerete in un mondo impegnativo ma ricco di soddisfazioni, buttatevi quindi nel gioco ed immergetevi nelle storie fino al collo, non ve ne pentirete 🙂

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