L’Onore dei Ladri, recensione del Film di D&D

Amici avventurieri, siete andati al cinema a vedere L’Onore dei Ladri? Il film di D&D ha soddisfatto l’appetito del mimic che è in voi o vi ha lasciato spolpati come farebbe un cubo gelatinoso? Qualsiasi sia lo stato delle vostre membra, oggi vi dico la mia. Ma prima di tutto mi presento, io sono Lorenzo, un blogger appassionato di Dungeons & Dragons ed in questo sito vi propongo con leggerezza argomenti e riflessioni su D&D e tutto ciò che vi ruota attorno.

Amici, non sono un critico cinematografico per cui vi chiedo di prendere questa mia recensione come l’opinione dell’amico giocatore e appassionato di D&D con cui potreste esser andati al cinema. Inevitabilmente per scrivere una recensione dovrò fare un po’ di pulci alla pellicola e mi auguro perdonerete la mia pedanteria (sarà l’età), però terrò un tono leggero, non devo vincere nessuna coppa da recensore puntiglioso.
La recensione che vi propongo è senza spoiler sulla trama, anche se farò inevitabilmente riferimenti a luoghi e cose familiari a chi gioca.

Cosa mi aspettavo dalla pellicola

Dai Trailer ho ricevuto l’impressione che L’onore dei ladri sia una action comedy in pieno stile americano. Una giostra di avvenimenti, gag e battute che ricordano le partite di D&D (bellissima la sequenza dell’incantesimo Parlare con i Morti). Momenti di pausa e poi di tensione stemperate dalla battuta. Purtroppo film di saghe già affermate ci hanno dimostrato che questo genere di pellicole non brillano per coerenza, si salvano forse solo i primi capitoli che ci raccontano la genesi dei protagonisti.

La trama sembra narrare di alcuni protagonisti che compiono un furto ma poi si pentono e vogliono rimediare. Mettono assieme un party di eroi per una missione riparatoria che sembra impossibile. I nemici sembrano uno scafato signore del crimine dall’ambigua morale (chissà se il personaggio di Hugh Grant sarà completamente cattivo oppure solo un pochino) e i maghi rossi del Thay.

Non mi aspetto nessuna coerenza con qualsiasi parte del regolamento (abbiamo già visto la druida orsogufo) ma solo degli omaggi narrativi.

La trama de L’Onore dei Ladri in sintesi senza spoiler

L'Onore dei Ladri

I protagonisti nel prologo fanno una cazzata, passano tutto il film cercando di rimediare 😀

Se giocate da un po’ di tempo, penso che almeno una volta vi sarà capitata questa situazione al tavolo da gioco. Avete presente quelle serate in cui il vostro gruppo combina un pasticcio e poi deve rimediare? ecco L’onore dei Ladri vi presenta proprio una situazione del genere.

La storia è ambientata nella Costa della Spada ed in particolare a Neverwinter (ma nel kit essenziale era Verdeinverno). Il protagonista indiscusso della storia è il bardo Edgin Darvis il quale, assieme alla sua amica Olga, si “mette in viaggio” per risolvere una questione personale.
Facendo ciò scopre che la cosa è assai più complessa ed ha la necessità di formare un party con il quale intraprendere un’impresa quasi impossibile. Mi ricorda qualcosa…

La trama è abbastanza semplice, ogni tanto vi sono delle forzature, capitano cose “perché di sì” mentre altre potevano andare meglio, ma l’atmosfera del film rende passabile anche le incongruenze se le sapete prendere con leggerezza. Pure il finale è “telefonato”, almeno in 3 scene.

I protagonisti de L’Onore dei Ladri

Se non le avevate ancora consultate, su D&D Beyond erano state rilasciate le statistiche dei Personaggi principali del film. Se siete dei giocatori può essere divertente consultarle, se invece siete su questa pagina solo per il film, saltatele.

Il protagonista indiscusso della storia è Edgin Darvis che mette assieme una squadra per rimediare ad un errore compiuto. Lo guida il senso di responsabilità verso le nuove generazioni e la sua famiglia. Strano vero, ma se ci pensate molti di noi giocatori hanno iniziato da giovanissimi ed oramai siamo diventati adulti, con ciò che comporta. Lui è una sorta di padre e guida del gruppo che, conscio dei propri errori, si fa carico di spronare tutti a fare la cosa giusta.
Edgin dovrebbe essere un bardo ma a parte fare battute e strimpellare qualche volta, non usa abilità o poteri bardici visivi se non quello di essere simpatico 🙂

Olga è la sua cara amica, caratterizzata a colpi di accetta ed un po’ stereotipata, funzionale per ciò che deve fare, rompere ossa. Chi non conosce D&D può tranquillamente scambiarla per una combattente qualsiasi, ma noi sappiamo che in lei arde un cuore da barbaro.
Anche lei è una figura adulta, spalla e consigliera di Edgin, risoluta nelle decisioni e risolutiva nell’azione. Edgin tanto parla quanto lei fa e risolve. Lei tuttavia riveste anche un ruolo di madre/sorella maggiore con un grande cuore.

La giovane Doric è la famosa druida che si trasforma in orsogufo, ma a parte trasformarsi molte volte (salvo quando deve fuggire), non fa altro. E’ una giovane che contesta e mette in dubbio l’opinione degli adulti, senza dei quali tuttavia non avrebbe dei punti di riferimento.
Non rompe eccessivamente le scatole, se fosse stata introdotta in una serie TV avrebbe meritato più spazio, nel film invece si esprime l’essenziale, ma poi segue la missione, come si fa al tavolo da gioco (un party diviso e litigioso non conviene a nessuno). In fondo siamo al tavolo per giocare, se non accetti la quest, l’avventura non parte.

Simon il mago anzi lo stregone, forse avete già scoperto leggendo le statistiche su beyond, che è parente di un personaggio molto importante dei FR. Almeno così afferma Edgin. E’ stato piacevole vedere le sue magie ed indovinare qualche analogia con il mondo del gioco.
Lui riveste il ruolo dell’adolescente pasticcione ed insicuro. Il nerd che c’è in noi e che si sente giudicato poiché gioca con gli amici invece che fare brum brum con l’automobile del papi. Ma poi cresce 🙂

Infine il paladino Xenk Yendar, può essere considerato un PNG o il personaggio della ragazza del Master che viene a giocare due partite e poi se ne va. Lo si incontra, accompagna il party, non risolve nulla, saluta il party lasciandoli ai loro casini.
Spassosa la sua caratterizzazione sopra alle righe, rigida, priva di senso dello humor, ma funzionale alla situazione. Sente tutto, come un DM che fa metagioco, guida con sicurezza come se sapesse già il contenuto delle stanze, fornisce soluzioni che il party non segue.

In generale penso che siano dei protagonisti indovinati. Ricordano tantissimo uno scapestrato gruppo di giocatori, caratterizzati chi poco e chi tanto, chi serio e chi pasticcione ed eterogenei per età. In fondo al tavolo da gioco oramai troviamo sempre più spesso 20enni e 40enni che giocano assieme, è la magia del Gioco di Ruolo 🙂

Gli antagonisti de L’Onore dei Ladri

Principalmente sono 2 e di loro forse sapete già molte cose.

Forge Fitzwilliam (Hugh Grant) l’ho trovato eccessivo, sopra alle righe, un cattivo macchietta per bambini. Ho apprezzato il contesto, il prima durante il prologo e il dopo, ma certi suoi dialoghi mi sono sembrati troppo finti.

Sofina invece è davvero essenziale, non parla ma esegue ordini di qualcuno di più forte di lei.

Tutto sommato non avrei aggiunto altro a Sofina, invece avrei preferito dei dialoghi differenti per Forge. infine, grazie grazie grazie per non aver utilizzato battute e risate alla “tifenterò patrone ti monto BWAHAHAHAHAHA“. E ancora grazie per averci risparmiato.

L’ambientazione

Il film fin dalle prime battute ci parla dei Reami Dimenticati e di alcuni dei suoi luoghi caratteristici.
Chi ha giocato a D&D dei Forgotten Realm, nell’Adventurers League o letto i libri di Elmister, Drizzt ed altri sentirà snocciolare con naturalezza nomi come Elmister, Neverwinter, Baldur’s Gate, divoracervelli, maghi rossi e così via (Neverwinter ma non la sua traduzione Verdeinverno… hihi).

E’ un vero e proprio tuffo in quei luoghi in cui abbiamo giocato e “vissuto” per anni, complici della nostra passione.
Al cinema mi sono recato con un amico completamente a digiuno dei numerosi termini e pur non cogliendo i riferimenti, si è ugualmente divertito grazie all’atmosfera da partita a D&D.

Atmosfera da partita a D&D

Uno dei più grandi pregi della pellicola è che mi ha trasmesso le emozioni di tante giocate a D&D. Situazioni vissute al tavolo da gioco, in serate indimenticabili che hanno tessuto il mio amore per questo gioco.
Quel senso di leggerezza e divertimento, quella capacità di giocare anche seriamente ma senza divenir persone pesanti.
Situazioni assurde calate in un contesto semiserio che capitano al tavolo da gioco con il master bastardo e il giocatore powerplayer.

I registi sono riusciti nell’impresa, a mio modo di vedere, di parlare ad un pubblico di giocatori e appassionati adulti, ma con un linguaggio moderno che possa andare bene anche ai novizi.
Perché D&D non è l’epic fantasy serissimo (anche se è possibile farlo), ma è fatto anche da tantissime serate focaccia e salame.

Vi sono state numerose scene che hanno riprodotto le dinamiche al tavolo, eccone alcune senza fare troppi spoiler:

  • Situazione disperata sbloccata dall’oggetto magico giusto al momento giusto.
  • PG caratterizzati poco ma che si aggregano al party per una missione impossibile nonostante l’aggancio non sia irresistibile.
  • Il piano congeniato bene che ha un imprevisto e l’aiutino del DM che arriva a soccorrere il party.
  • Il PNG fortissimo che se ne va e lascia al gruppo la patata bollente.
  • La gestione dell’incantesimo Parlare con i morti visto nel trailer… un vero incubo per certi giocatori che devono pensare prima a cosa chiedere e puntualmente finiscono per chiedere altro 😀
  • Il combattimento tutti contro il cattivone senza altri alleati potenti a dare supporto.
  • PNG macchietta buffi e situazioni comiche create ad hoc da DM zuzzerelloni.
  • Personaggi orfani e pure vedovi.
  • Il drago ciccione che rotola sul “tavolo da gioco”.
  • Mostri che attaccano creature intelligenti, ma ignorano il party formato da bardo, barbara, druida, stregone e paladino. Per fortuna era un party di PG “carismatici” 😀

Se siete preoccupati per la presenza di battute, ve ne sono, ma non così molte come si potrebbe pensare. Lo humor è sempre presente ma non state guardando “una pallottola spuntata“.

Regole di D&D nel film

Gadget l'onore dei ladri

Qui entriamo in una questione complessa. Parto da questo presupposto, D&D non è la 5° edizione, ma nemmeno la 3° o il vecchio AD&D.
Dungeons & Dragons è un gioco di ruolo che si è evoluto nel tempo ed ancora si sta evolvendo.

Partendo da questa premessa non ha nessun senso rappresentare in un film o in una serie TV i tecnicismi come check, ai TS o all’azione bonus della 5° edizione. Dal mio punto di vista i registi hanno omaggiato, situazioni, magie, mostri di D&D, ma liberamente senza attenersi ad effetti o dinamiche da regolamento.
Potremmo definirle licenze poetiche e personalizzazioni a partire dalla trasformazione di Doric in orsogufo (almeno finché non uscirà una sottoclasse :-D).
Già nel trailer si vede quel tuffo in un cubo gelatinoso, tutt’altro che salutare, ma indovinate come ne escono?

Da un certo punto di vista ciò è un bene poiché offre un’infarinatura di ciò che potrebbe essere un paladino o un bardo senza vederne mai i poteri. Questa cosa è da accettare così com’è, anzi chi non è giocatore probabilmente parte avvantaggiato poiché non possiede rigidità mentali nell’accettare cose impossibili da fare al tavolo con l’attuale regolamento.

Effetti speciali, colonna sonora ed altro

Ho trovato complessivamente gli effetti speciali e visivi ben fatti. Vi sono delle sequenze come l’inseguimento della druida o l’incursione nella carrozza fortificata davvero divertenti e dinamiche. Il drago ciccione che si rotola è uno spasso, mentre il combattimento finale mi ha ricordato molte battaglie contro il cattivo (tutti contro uno).

L’atmosfera giocosa rende passabile anche qualche sequenza visiva non eccelsa. Ad esempio c’è una scena a casa di un halfling (simile a quella di Gandalf a casa di Frodo) che poteva essere fatta meglio e così qualche altra.
Molti umani e pochissime razze. Qualcuna ogni tanto, probabilmente per contenere il budget.

La colonna sonora l’ho già dimenticata. Solo durante una sequenza di combattimento di Olga in una fucina, ho pensato “questa la devo recuperare”, ma non ricordo già più il suo motivetto.

Si può guardare L’Onore dei Ladri con i bambini?

Dipende, se con i vostri figli avete guardato un film come I Pirati dei Caraibi non credo vi siano problemi. Certo tenete conto che il grande schermo è più coinvolgente dello schermo di casa. Mi sembra di ricordare solo un punto in cui capita di sobbalzare dalla sedia, più per un effetto sorpresa che un vero e proprio senso di paura.

Nel film non c’è sangue o scene truculente, tante botte però! Se siete ancora in quel periodo in cui non vi scostate da Winnie the Pooh o Peppa Pig, meglio evitare e dormire sonni tranquilli alla notte.

Parere e voto al film L’Onore dei Ladri

Ed eccomi qui finalmente a tirare le somme.
L’Onore dei Ladri è un film divertente, non a livello di altri spesso citati a paragone (tipo i Guardiani della Galassia), ma fa il suo dovere portandoci in giro per due ore nei Reami Dimenticati in un’avventura che sembra uscita da una partita di D&D.
Non è un film da cui si deve chiedere l’estrema coerenza, ne il film ad altissimo budget con effetti speciali perfetti. Alcuni avvenimenti capitano per divertire, altri forse per sceneggiatura pigra.

Fortunatamente L’Onore dei Ladri non si prende sul serio presentandoci fin dalle prime sequenze, una storia e dei personaggi leggeri che si lasciano amare.
Hanno tutti i loro pregi e difetti, sono dei falliti che ci provano e riprovano, altro non possono fare poiché l’alternativa è arrendersi.

Io gli do un bel 7,5 anche se credo il mio voto sia influenzato dal fan service e dalla passione che mi trascina.

Se desiderate farmi sapere cosa ne pensate scrivetelo nei commenti. Vi chiedo solo una cortesia. In questi giorni ho visto molti commenti sui social di vario tipo. Rispetto le opinioni di tutti sia positive che negative, ma non sopporto chi si lamenta di chi si lamenta.
Ognuno ha gusti differenti, ha aspettative differenti ed ha un carattere differente. Lo so che è difficile (pure per me), ma rispettiamo le opinioni degli altri anche se non ci piacciono senza denigrarli.

Continuate a seguirmi con simpatia e senza impegno e rimanete aggiornati con le ultime novità iscrivendovi alla pagina FB e seguendomi sul profilo instagram @telodoioildungeo.it

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