Amici avventurieri, è da un po’ che mi frulla in testa un quesito, nel 2022 si può dissentire senza divenire un fan tossico?

C’era una volta un giovane appassionato che acquistava manga, comics, andava al cinema, guardava film in videocassetta e poi in dvd. Leggeva libri, acquistava versioni estese, variant, firmate con il sangue del truccatore del cugino dello stuntman. Poi un giorno guardando un prodotto esclamò “ma sta roba qua non mi piace”.
Il giovane appassionato commise l’errore di scriverlo on line in una bacheca e fu l’inizio della fine 🙂

No non vi sto raccontando una critica che ho ricevuto, sto facendo solo un po’ di ironia. Sto seguendo in queste settimane le liti tra i fan di due prodotti, Rings of Power e Andor, ed a seconda di come la si guardi, alcuni degli utenti finiscono a darsi reciprocamente del “fan tossico” 😀 Vorrei affrontare l’argomento con leggerezza e riuscire a rispondere alla seguente domanda: si può dissentire senza divenire fan tossici? Il risultato a parer mio è tutt’altro che scontato.

Ok Boomer, come si faceva prima dei social?

Poco prima che il web divenisse social, gli appassionati di un genere si trovavano alle fiere, ai raduni, alle convention e discutevano per ore se fosse più forte Hulk o la Cosa. Discussioni di questo genere non finivano nei giornali e terminavano quasi sempre alla sera posando la testa sul cuscino.

Alcuni forse si ricorderanno i gruppi di discussione, antecedenti ai primi Forum on line. Tra quelli dedicati a D&D ricorreva la discussione “E’ più forte la classe del mago o la classe del guerriero?
E non dimentichiamoci delle interminabili Editions War: Era più fico AD&D o D&D 3.0? E più gioco di ruolo D&D o il Richiamo di Cthulhu?

Oltre ai forum ricordo la fitta corrispondenza via email con gli amici dopo la visione di Matrix 2. A quel tempo ci si metteva tutti in copia (5 o 6 email al massimo), un po’ come si fa ora in automatico con il gruppo di Telegram. Avevamo tutti la nostra teoria su come sarebbe proseguita la saga.

Ci si trovava al venerdì sera al pub a parlare per ore di D&D, di Star Wars, dell’Uomo Ragno, degli X-Men ed altri prodotti della cultura popolare e nerd, tra cui i moltissimi Cartoni Giapponesi. Bastava nominare “Gundam” per destare dal sonno anche il più ubriaco.

Ma con l’avvento dei social, l’approccio è completamente cambiato. Non conoscendo e non vedendo il volto delle persone con cui si interagisce, siamo divenuti in men che non si dica, tanti Leoni da Tastiera. Mi ci metto pure io, pure tu che stai leggendo ti sarai comportato almeno una volta così, non facciamo le verginelle 😛
Il discorso è vasto, ma vorrei restringerlo ad un più piccolo contesto, quello di noi nerd e delle nostre passioni.

Chi sono i fan

Un fan, è un appassionato di un genere ed in particolare di una storia o serie di storie. Non importa che sia letteraria, cinematografica, ludica o videoludica. I fan sono “consumatori fidelizzati“. Brutta parola vero? Sarebbe più bello essere solo appassionati, ma dobbiamo constatare che siamo appassionati consumatori di un prodotto.
Vi piace la Nutella? Ecco il passaggio tra fan e consumatori è un attimo 😛

Di quel prodotto, oltre a farne largo consumo, conosciamo davvero tutto. Acquistiamo le versioni speciali, Gadjet, Action Figures, partecipiamo alle discussioni, seguiamo gli influencer che ne parlano, fondiamo pagine e blog dedicati (teladoiolanutella).
Diventiamo quasi degli specialisti di quel prodotto, tanto di essere in grado di parlare per ore con altri appassionati senza stancarci.

Anche a distanza di anni dall’uscita di un prodotto, l’azienda o l’autore sa che, se farà uscire un seguito, potrà contare su di uno zoccolo duro di acquirenti. La casalinga di Voghera (pubblico generalista) consuma quel prodotto all’uscita, ma il fan continuerà a supportarlo anche a distanza di anni. Tutto è bene quel che finisce bene? No!

I fan sembrano diventati il nemico

Fan nemici

E’ da diversi anni che alcuni prodotti riservati ad una nicchia di appassionati hanno invaso il territorio del pubblico generalista. Produrre qualcosa ad alto livello costa e costringe le aziende ad adattare i loro prodotti per raggiungere più consumatori possibili (ma sono davvero costretti? questo è un altro tema). Per fare ciò si deve rinunciare a qualche aspetto originale, per uniformarsi a ciò che chiede il mercato in quel momento. Ora generalizzo: semplificazione della trama, appiattimento della caratterizzazione dei personaggi, colpi di scena da inserire a tutti i costi, ribaltamento delle aspettative per stupire a discapito della coerenza, battute e gag per strizzare l’occhio ad un pubblico infantile o abituato a trame da videogioco (c’è videogioco e videogioco, però penso vi sia una connessione).

Ampliando il target, i fan non sono più i soli destinatari del prodotto, ma una loro parte. Alcuni di questi accettano i cambiamenti, altri si disinteressano ed abbandonano, altri ancora si sentono traditi e reagiscono rilasciando recensioni negative. Stiamo assistendo ad un ribaltamento. Il Fandon, se prima era considerato un bene prezioso, un po’ alla volta è divenuto un problema. Coloro che hanno tenuto viva la fiamma dell’interesse per un prodotto, ora, se non ne sono soddisfatti, ne diventano il problema.

Star Trek, Star Wars, Rings of Power, Supererori vari, sono solo tra le saghe più famose di questa tendenza che sto osservando. Ma anche senza scomodare grandi titoli, sembra che la capacità di scrittura degli showrunners tenda verso il basso per allargare la platea e piacere a tutti i costi (o ci sono o ci fanno quale delle due?).
L’obiettivo principale è l’incasso, come dargli torto? Francia o Spagna l’importante è che se magna.

Esprimere un’opinione è lecito?

Fan tossici? se non vi piace non guardatelo...

Questo è un tarlo che mi assilla da un po’ e vorrei confrontarmi con voi amici: è possibile che siamo arrivati al punto che si possa esprimere solo un’opinione positiva?

Quando si “consuma” un prodotto l’acquirente dovrebbe poter esprimere:

  1. Un giudizio positivo o in parte
  2. Un giudizio negativo o in parte
  3. Non esprimere un giudizio

Ora invece si auspica il seguente comportamento:

  1. Un giudizio positivo o in parte
  2. Non esprimere un giudizio

Sarà capitato anche a voi di veder spesso scritto sui social “Se non vi piace non guardatelo“. Il commento non è giustificato. Infatti, a parte la libertà di pensiero ed espressione, un consumatore di un prodotto dovrebbe poter sempre esprimere liberamente ciò che pensa su ciò che ha visto.

Il primo punto fermo che vorrei fissare è il seguente: se ho consumato/visto/usato il prodotto sono libero di esprimere ciò che penso.

Se non ho visto tutto il prodotto posso esprimere un’opinione?

Se mi siedo al tavolo di un ristorante per consumare un menu fisso e vengo servito male da camerieri maleducati, il primo piatto è immangiabile e me ne vado prima di aver assaggiato il secondo e il dessert posso dire che in quel ristorante si mangia male?

Questo esempio vale anche per le serie TV, se i primi episodi non mi piacciono posso valutare l’intera stagione?

No, non posso valutare l’intera stagione, però credo sia onesto esprimere un’opinione su quello che si ha visto ed anche il disinteresse suscitato per continuare la visione. “I camerieri erano talmente maleducati, la matriciana era talmente disgustosa che non ce l’ho fatta a proseguire il pranzo“. Menu bocciato!!!

De gustibus

Quando si esprime un’opinione differente dall’opinione di un’altra persona, è fondamentale non metterla sul personale. Ogni persona ha i suoi gusti ed ha anche un trascorso di esperienza. Non posso pretendere che un ragazzo di 18 anni abbia i gusti di un uomo di 50. A quell’età cercherà una forma di intrattenimento differente. I gusti infatti cambiano, certi manga al giorno d’oggi non li comprerei più poiché mi sembrano infantili. Goldrake che ha fulminato la mia generazione, l’ho guardato da adulto assieme ai miei figli divertendomi un sacco. Tuttavia da adulto ho notato mille particolari narrativamente deboli, resi accettabili solo grazie al cuore di bambino che è in me.

Tante persone cercano in saghe viste da bambini, una forma di intrattenimento spensierato ed infantile, mentre altre vorrebbero vederle con dei toni più adulti.

Esprimere solo apprezzamenti non fa bene agli autori

Il sistema migliore per non diventare tossici sembrerebbe quello di non esprimere pareri negativi. Si interviene solo per sottolineare le cose positive o non si interviene.
Questo comportamento è privo di rischi nell’immediato. Anzi potreste anche ricevere degli apprezzamenti in quanto vi farete la fama di persona spensierata e positiva.

Purtroppo eliminando la critica negativa, l’unico metro per misurare l’apprezzamento di un’opera è l’incasso e sappiamo che non sempre i soldi seguono la qualità. E’ mio parere che esprimere pareri negativi e motivati fa bene soprattutto agli autori che hanno così la possibilità di mettersi in discussione e fare meglio. Però non tutti sanno ascoltare le critiche…

Nuova tendenza, “non sono Tolkeniano ma”: ricerca del consenso!

dito medio a raggi x

Sempre più spesso trovo persone che si sentono in dovere di giustificare i propri gusti per poter esprimere la propria opinione.

  • Non sono Tolkeniano/Starwarsiano/ecc ma…
  • Non ho letto i libri ma…
  • Non sono un fan della saga ma…

Non è importante ciò che segue quel “ma“, è grave a parer mio che ci si senta in dovere di fare delle premesse per poter esprimere un’opinione in merito. Ci sentiamo giudicati per quello che ci piace e ci sentiamo in dovere di giustificarci come Fantozzi.

Ad esempio provate a fare il conto di quanti Youtuber sulla recente serie Rings of Power, hanno espresso un’opinione premessa da: “non me ne può fregar di meno del colore della pelle di Arondir“. Alla frase quasi sempre è seguito un curricula di aperture mentali atta a dimostrare quando l’opinione favorevole o contraria fosse oggettiva…

La ricerca del consenso, tipica dell’era dei social, plasma il nostro modo di esprimere un’opinione.
Anteporre alla nostra opinione “non sono un fan di Harry Potter ma” è divenuto un modo per fregiarsi di “Oggettività“. E’ come se per chiedere un’indicazione stradale, invece di chiedere ad un vigile o abitante del luogo, andassimo da un turista.

Purtroppo devo constatare che nel 2023 se sei un fan, automaticamente la tua opinione è “faziosa”.
Le opinioni oggettive, della casalinga di Voghera, hanno guadagnato prestigio (viva le casalinghe)!

E’ possibile essere oggettivi?

Non ho la cultura per rispondere ad un tema così vasto. Temo la risposta sia no, ma non voglio addentrarmi in tematiche che possono spaziare dalla filosofia alla psicologia. Ognuno di noi forse è frutto sia di condizionamenti che di interessi sviluppati nel corso degli anni.

Per rimanere nell’ambito dei prodotti di intrattenimento, come si decide se un film è fatto bene? Ad esempio un film viene premiato alle mostre del cinema dopo aver ricevuto pareri differenti da una giuria di esperti. Ma chi decide che sei un esperto e che sei in grado di giudicare? Il discorso ci porterebbe lontano!
Per rimanere nel mio piccolo, constato che i miei gusti sono cambiati rispetto a 20 anni fa. I manga che seguo ora non sono quelli che leggevo 20 anni fa, lo stesso vale per gli anime e le serie TV.
A me sta piacendo tantissimo Andor, ma a molti altri no. Ho trovato terribili ed infantili le serie TV di SW o dell’MCU uscite finora, ma ad altri son piaciute. Sono io che ho i gusti difficili o sono diventato un fan tossico?

La sceneggiatura di Rings of Power mi sembra scritta con i piedi, Picard (Star Trek) mamma mia che roba. Ho guardato No Way Home, campione d’incassi e mi sono chiesto davvero come abbia fatto ad incassare così tanto. Stamattina ho letto di un utente che considerava Avatar spazzatura… I gusti son gusti, però ci dovrà essere un metro oggettivo per valutare storia, regia, recitazione.

Sono quindi diventato un’adulto palloso dai gusti difficili? Non preoccupatevi prima o poi capiterà anche a voi 😀

Farne una mania

Appurato che ciò che avete consumato non vi è piaciuto ed esprimere dissenso è lecito, dobbiamo fare attenzione a come esprimiamo le opinioni. Infatti non credo che un fan tossico sia quello che esprime dissenso, ma piuttosto quello che lo fa rendendosi pesante ed antipatico.

Non è necessario che sotto ad ogni commento positivo su di un manuale che alcuni giocatori hanno apprezzato, aggiungiamo un commento sprezzante per far capire loro che “non capiscono un accidente“. Vi sono persone che hanno apprezzato un’opera e desiderano confrontarsi con altre persone che l’hanno apprezzata e viceversa. E’ rispettoso lasciare spazio a chi non la pensa come noi affinché possano discutere.

Se notate i canali Youtube/twitch che parlano male di un’opera calamitano prevalentemente spettatori che la pensano in quella maniera. Al contrario gli youtuber che ne parlano bene attirano soprattutto spettatori che ne pensano bene. E’ umano cercare di aggregarsi a persone che la pensano come noi, per avere uno scambio di opinioni leggero. Non è da tutti volersi infilare in una discussione per creare malessere, conflitto e finire bannati. Troll, questi sconosciuti.

Un’opera quando mi piace la sento come mia

Un problema del fan fidelizzato è che coltiva l’interesse per un prodotto come se fosse una sua proprietà. Il passaggio a fan tossico non è automatico, ma è dietro l’angolo. Invece si dovrebbe di fronte a qualsiasi prodotto riuscire a mantenere un certo distacco. Impresa difficile quando la passione trascina, chiedetelo ad alcuni “tifosi”.

Ad esempio nella letteratura Star Wars Legends ci sono dei bellissimi libri, ma vi sono pure delle schifezze. Eppure quando penso all’universo Legends tendo a considerare solo i libri che mi sono piaciuti, relegando le altre storie a marginali o non canoniche.
Penso lo stesso meccanismo mentale capiti a chi apprezza l’MCU: probabilmente considera alcuni film dei capisaldi, considerando i prodotti più scarsi ed incoerenti come marginali e di poco conto.

Vi sono tuttavia casi che potrebbero fare storia su come certi prodotti mal riusciti siano stati decanonicizzati.
E’ il caso di ZZ Gundam, serie storica si Gundam, dai toni talmente lontani dall’originale che è stata defenestrata, dagli autori.
Magari capitasse per certi film di Star Wars, ma temo sia più facile che decanonizzino gli originali 3… tremo al solo pensiero.

Ma quindi siamo tutti fan tossici per qualcuno?

fan tossici per qualcuno

Devo presumere di sì. Nel momento in cui esprimiamo un’opinione potremmo urtare la sensibilità di qualcuno, tuttavia il confronto con gli altri può diventare un’occasione di arricchimento irrinunciabile. Dobbiamo solo trovare il tono giusto del confronto.
Purtroppo passione e temperamento possono divenire un mix esplosivo ed anche le persone più pacate possono perdere le staffe in modo improprio.

Non ho affrontato in questa sede il problematico tema delle traduzioni in italiano dei vari manuali di D&D, poiché essendo un tema ancora caldo non desidero monopolizzi il confronto. Però la domanda generale si applica anche a questo contesto: se mi esprimo contro il modo in cui sono state fatte le traduzioni divento un fan tossico?

Credo di aver messo parecchia carne al fuoco, varie domande, riflessioni, probabilmente parziali e superficiali se lette da chi studia psicologia e filosofia.
Questo articolo non vuole dare delle risposte, ma piuttosto suscitare un confronto su questo tema.
Vi invito a lasciare la vostra opinione e a provare a rispondere alle domande che mi sono posto.

E quando trovate il tempo, tornate a trovarmi per rimanete aggiornati con le ultime novità iscrivendovi alla piccola e tranquilla pagina FB e seguendomi sul profilo instagram @telodoioildungeo.it

3 COMMENTI

  1. Complimenti per l’analisi, ancora più articolata, seria ed equilibrata di quanto mi aspettassi!

    Ora ti faccio pubblicità su Instagram perché te lo meriti 🙂

  2. Sono molto d’accordo con la tua analisi.
    Penso che da alcuni anni si siano moltiplicati i commenti aggressivi, trasformando i social in un’arena a metà tra defilippi e deusanio.
    Purtroppo se provi a stoppare qualche troll diventi tu stesso tossico portando le discussioni in una spirale negativa alimentando le polemiche.
    Sulle traduzioni tocchi un punto dolente, io non mi capacito, volendo avvicinare i miei figli speravo in documentazione in italiano per rendere più semplice il tutto ma così non ce la faccio .

LASCIA UNA RISPOSTA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome