Come diventare un buon Dungeon Master

Elencare quali sono le qualità di un buon Dungeon Master non è facile. Il rapporto che ognuno di noi ha con il Gioco di Ruolo è soggettivo, così come il rapporto con il DM.
Proverò quindi a presentarvi chi è il DM ed in seguito le azioni che secondo me dovrebbe mettere in pista, per migliorarsi e diventare sempre più bravo.

Chi è il Dungeon Master

master da evitare
Il Dungeon Master secondo alcuni giocatori

Innanzitutto mi pare opportuno dire che il Dungeon Master non è un arbitro, ne un narratore, ne un attore, ne un professionista appartenente ad una League. Il DM è prima di tutto un GIOCATORE e come tale ha il diritto di divertirsi esattamente come gli altri giocatori.

Tuttavia non è un giocatore qualunque, ma ricopre un ruolo speciale, impegnativo ma divertente. Il DM ha il compito di rendere vivo e credibile l’ambiente in cui si muovono i personaggi dei giocatori. Coprirà il ruolo di ogni personaggio differente dai giocatori, che sia un oste chiacchierone, un inflessibile giudice, una divinità malvagia o un animale impaurito.

Il DM progetterà una storia, ravviverà l’atmosfera, aggiusterà il ritmo, incalzerà i giocatori. Tutto ciò è possibile se i giocatori accetteranno le sue proposte e si immergeranno nell’avventura. Senza un impegno reciproco qualsiasi avventura partirà male e finirà peggio. Avete mai giocato a calcetto con giocatori in squadra poco convinti? La situazione è analoga.
Può tornarvi utile ripassare quali sono i giocatori da evitare quando giocate a D&D 😉
Analogamente anche i DM possono essere dei pessimi Dungen Master 😀

Come diventare Dungeon Master?

Il buon Dungeon Master si prepara

Per diventare un DM dovete prima di tutto avere un gruppo di amici con cui iniziare a giocare 😀 A parte gli scherzi senza un gruppo di amici con cui iniziare a giocare al massimo potete essere degli candidati Dungeon Master.

Dovete sicuramente impadronirvi delle conoscenze sul regolamento, avere accesso ad un bestiario e alle regole riservate al DM. In D&D per esempio è necessario leggere il Manuale del Giocatore, la Guida del dungeon master e il Manuale dei mostri.

Non è indispensabile conoscere a memoria ogni pagina di ogni libro, per cominciare è necessario conoscere il regolamento base molto bene.
Potete chiedere ai vostri giocatori di fare altrettanto con il regolamento base e di leggersi bene ciò che compete al loro personaggio (razza, classe, abilità, incantesimi, etc).
In questo modo voi potrete concentrarvi sulla fase successiva, l’avventura.

Preparate un’avventura

Le avventure possono essere inventate di sana pianta o acquistate?
Se siete dei novizi, fate un giro su Google e scaricare qualche avventura gratuita base per cominciare. Oppure acquistate fin da subito una delle molte avventure disponibili.
Magari non partite subito con la pianificazione della supermega campagna definitiva, ma progettate una piccola avventura di 2 o 3 serate.

Chiarisco subito che inventare le avventure non fa di voi un buon Dungeon Master e nemmeno acquistarle 😀 Qualsiasi sia la fonte, sono altri i fattori che faranno di voi dei bravi DM.

Come diventare un buon Dungeon Master?

Ed eccoci qui, al nucleo di questo articolo, dopo aver divagato un pò.
Come diventare un buon Dungeon Master?
Consentitemi di escludere tutto ciò che è talento naturale, altrimenti qualcuno pensa di essere un prescelto 😀
Ragazze che padroneggiano la spada laser la prima volta che la prendono in mano e combattono contro un sith addestrato, si vedono solo nei film per Bimbiminkia.
Voglio concentrarmi solamente sulle cose che ogni Master deve fare per migliorarsi, senza cadere nell’inutile listone di buone qualità.

1-Leggete e documentatevi

Leggere stimola la fantasia, anche seguire serie TV o film può aiutare, ma dalla lettura viene una marcia in più. Documentatevi e prendete appunti, ciò aiuta a creare uno schema e a focalizzare delle tappe e degli obiettivi. Leggete molte avventure prefatte, imparerete così un metodo di scrittura e scoprirete come pianificare le fasi di un’avventura.
Conservate ogni idea e fonte utile a fornirvi degli spunti. Organizzativi digitalmente o con un vecchio ma sempre buono quaderno ad anelli.

2-Fate esperienza con gruppi differenti

Uscite dal confort del vostro gruppo domestico e partecipate, anche come giocatori, a tornei o avventure di Adventurers League o altro presso circoli o conventions. Confrontatevi con altri master e altri giocatori. Imparate a lavorare in team con altri master. Imparate a gestire giocatori differenti, a volte “difficili”, quelli che dopo 30 minuti mandano alla malora un’avventura di 3 ore 😀

3-Fate esperienza con giochi diversi

Applicatelo solo ai giochi 😀

Vi piace D&D? bene, provate il Richiamo di Cthulhu. Vi piace Pathfinder? Bene provate Savage Worlds. Fatelo come Master o come giocatori, l’importante è provarli per capire dinamiche differenti. Non è una questione di apprendimento di meccaniche, ma di acquisizione di percorsi mentali differenti. Manterrete sempre il vostro gioco preferito, ma vi assicuro che lo rigiocherete con uno spirito diverso.

4-Provate a scrivere un’avventura da torneo

Prima o poi progetterete un’avventura o più avventure concatenate che chiamerete campagna. Oppure partirete da un’avventura prefatta e la personalizzerete. Tuttavia scrivere per se stessi non è la stessa cosa che scrivere per gli altri, Può tornarvi molto utile provare a scrivere un’avventura da 2-3 ore per altri. Scrivete i PG, i loro background, la trama dell’avventura e i parametri oggettivi con cui valutare i giocatori. Non ragionate solo in termini di PX, ma anche di idee e di Role Play. Fate in modo che nella vostra avventura vi siano più modi per affrontare un problema e risolverlo. Combattimento, esplorazione e interazione (i famosi 3 pilastri del role play).

5-Migliorate la narrazione

Migliorare la narrazione è compito di un buon DM

Alcuni di noi nascono dotati di un talento naturale alla recitazione, altri lo sviluppano partecipando a gruppi teatrali. Se non avete il primo e non trovate il tempo per il secondo, potete comunque migliorarvi. Il segreto sta nel prepararvi prima. Ogni personaggio, ogni trafiletto narrativo può essere personalizzato con l’utilizzo di musica, di oggetti di scena (sciarpe, occhiali, baffi, monocoli,ecc.) e camuffamento della voce. Scegliete quelle cose facili da preparare. Focalizzatevi sui PNG principali e poi con l’esperienza arriveranno anche gli altri. In questo modo il gioco sarà più vivo e appagante per tutti.

6-Utilizzate e rendete vivo lo spazio (muoviti, muoviti, uh!)

Se avete “masterizzato” qualche partita vi sarete accorti che tutto ciò che narrate esiste in modo differente nella vostra testa ed in quella dei vostri giocatori. Utilizzare delle mappe o dei disegni aiuta molto a diminuire le incomprensioni. Tuttavia perché limitarsi a degli schemi bidimensionali quando potete utilizzare la realtà? Allenatevi a descrivere l’ambiente attorno ai giocatori alzandovi dalla sedia. Se un nemico assale alle spalle il gruppo, mettetevi alle loro spalle. Se avviene un terremoto, scuotete il tavolo, se un assassino assale il paladino alle spalle, ponetevi alle spalle del giocatore e simulate la scena. Sorprendete i giocatori con uno scoppio di un sacchetto o battendo i pugni sul tavolo.
Fornite ai giocatori delle coordinate che possono figurare nella stanza di gioco. Magari già lo fate, ma averne consapevolezza, aumenterà la vostra efficacia.

7-Circondatevi di bravi giocatori

Questo paragrafo forse è inutile, ma voglio insistere su di un aspetto già accennato più sopra. Un buon atleta esprime il meglio quando è all’interno di una grande competizione assieme ad atleti del suo livello. Analogamente noterete che giocare con al tavolo dei bravi giocatori, ispirerà il vostro gioco e vi esprimerete al meglio. Per questo vi consiglio di uscire dal confort del gioco casalingo e di mettervi in gioco. Incontrate, confrontatevi, giocate, condividete. Prima o poi vi capiterà di giocare quelle partite perfette che ricorderete per sempre e che diventeranno vostro patrimonio personale.

Orpelli opzionali da non confondere con le vostre capacità

Utilizzo di musiche: valido strumento per aumentare l’immersione. Utili per introdurre un momento o creare atmosfera. Ne sconsiglio l’uso continuativo come sottofondo, poiché dopo un pò stufano.

Strumenti digitali (per partite casalinghe): sia che sia Roll20 o altro strumento su TV in mezzo al tavolo o videoproiettore. Sono strumenti con delle potenzialità tutte da scoprire, ma la bravura è un’altra cosa.

Dadi coperti o scoperti?

Negli ultimi anni si è accesa una diatriba sul fatto che il master debba giocare con dadi coperti o scoperti dallo schermo. Non è facile dare una risposta, ma affermo senza ombra di dubbio, che questa scelta non c’entra nulla con la vostra bravura. Esatto, l’utilizzo dei dadi in un modo o nell’altro non fa di voi un buon Dungeon Master.
Tuttavia proviamo assieme a districarci tra le varie opinioni per darne una valutazione “oggettiva”.

Le accuse ai dadi coperti

  • Il master bara ai dadi
    Il DM tirando i dadi dietro allo schermo può essere indotto a falsificare il risultato dei dadi. Lo può fare per “punire” un giocatore o per forzare una situazione. In casi estremi il master può barare ai dadi anche per giocare contro i giocatori. A prescindere, tirare i dadi dietro ad uno schermo può indurre in tentazione (ma liberaci dal male 😀 ).
  • Il gioco non è oggettivo
    Quando il master modifica il risultato del dado trasforma un evento oggettivo in soggettivo. Un gioco soggettivo risente delle preferenze e delle simpatie del master. Il caso più eclatante è rappresentato dalle figura mitologica “la ragazza del master“. Se avete lei nel gruppo in alcune situazioni potreste vedere degli evidenti favoritismi. Con il dado palese, tutto ciò viene limitato (ma non sparisce).

La difesa dei dadi coperti

  • Il gioco di ruolo non è un normale gioco da tavolo
    Il GdR non è un board game e il tiro del dado coperto può essere utile per creare suspance. Inoltre in molte situazioni il master decide senza tirare il dado. Per mantenere viva la serata, o alto il ritmo, il master dirige gli eventi narrativamente, senza affidarsi al caos. Che differenza c’è tra “non tirare il dado” o “tirarlo e non tenerne conto“?
  • Il master non gioca contro i giocatori
    Il divertimento del master consiste nel creare una storia divertente e avvincente in cui i PG superano mille difficoltà e giungono ad una conclusione epica. Il rapporto tra master e giocatori è fondamentale per narrare una buona storia. Un master che gioca contro i giocatori non ha senso poiché minerebbe l’atmosfera della storia e il gruppo si romperebbe. Per quale motivo tirare i dadi dietro ad uno schermo dovrebbe mettere il master contro i giocatori?
  • Il master può graziare i giocatori
    Il master, come il migliore dei padri, amministra con autorevolezza e bontà il destino e, nel caso il dado decreti la morte senza appello, cambia quel risultato. Con i dadi coperti il master può modificare il risultato a favore del gruppo.

Un pò di sano “cerchiobottismo” aiuta il buon Dungeon Master

Sarò sincero, tutti e 5 i punti espressi sono condivisibili e non c’è una motivazione definitiva che fa propendere per una decisione oppure l’altra.
In alcuni giochi come D&D5e vi sono delle classi (come del bardo della sapienza, il privilegio parole taglienti, oppure il mago divinatore) che permettono al giocatore di vedere e modificare il tiro del dado del master prima che lui applichi il modificatore. Questo mi fa ritenere che non sia scontato tirare i dadi davanti allo schermo.

Aggiungo che se il master volesse uccidere un giocatore, gli basterebbe aggiungere qualche creatura in più, qualche trappola mortale, quale elemento narrativo svantaggioso per i PG.

Personalmente preferisco tirare il dado dietro allo schermo poiché vedo nel dado solo un’indicazione o un mezzo utilizzabile per creare la storia. Non mi farò mai dominare dal dado, poiché non è il dado a creare la storia, ma il master assieme ai suoi giocatori.
Tuttavia ritengo che la cosa migliore da fare sia prendere la decisione assieme ai giocatori 🙂

Concludendo

Con questo penso di aver detto tutto, fate esperienza e non dimenticate mai di mettervi in gioco. Vedrete, essere un buon Dungeon Master è prima di tutto… divertente!!!

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